I vaccinati per l’influenza sono portatori di contagio … e quelli per il coronavirus?

Quanti morti ci sono ogni anno in Italia per l’influenza?

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Vaccinazioni influenzali: Asma, BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva), bronchite cronica, enfisema polmonare, allergie respiratorie, tutte problematiche che sono dietro l’angolo e pertanto, giunto il periodo delle vaccinazioni, ritorna alla ribalta la pratica del vaccino proprio per coloro che sono affetti o sono portatori dalle suddette malattie respiratorie. Approfondiamo l’argomento.

Vi è una diffusa moda di comportamento popolare, che tende, nel linguaggio collettivo, a racchiudere il tutto con la seguente terminologia “influenza” ovvero l’unione di sintomi e malattie respiratorie, prima citate, indipendentemente se queste siano causate da virus o da batteri, che ne sono la causa.

La serie di virus più potenti o meno potenti è lunga. Partendo dai veri virus influenzali (Orthomyxovirus – Influenza virus A – B – C), parainfluenzali Paramyxovirus, raffreddori i Rinovirus, fino ad arrivare agli Adenovirus, i Coronavirus, i virus Coxsackie, il VRS, virus respiratorio sinciziale, che creano patologie acute respiratorie febbrili ed i loro vari sintomi correlati.

Quindi i veri e propri virus influenzali, hanno il primato delle complicazioni respiratorie invernali, ma anche quelle per le patologie croniche, in  soggetti già portatori delle stesse patologie croniche concomitanti.

Questo ci porta ad un dato di fatto osservato da anni, che pur avendo fatto il vaccino per contrastare i virus influenzali per l’anno successivo, resta il fatto che è possibile, una fetta di vaccinati, prendano il raffreddore o l’influenza a causa di altri virus, dei quali non si possiede la relativa copertura vaccinale, ecco perché, spesso, viene osservato che i vaccinati prendano anche questi l’influenza, non essendo possibile vaccinarsi per tutti i vari ceppi, poiché diventeremmo delle cavie.

Nel corso del periodo freddo, altre malattie acute virali febbrili, non-influenzali, insidiano il nostro corpo ed è chiaro che “l’influenza”, dopo essersi vaccinato, può arrivare per altre cause, rendendo un fallimento la stessa vaccinazione antinfluenzale, alla quale ci siamo sottoposti.

Di fatti il dilemma è sui pazienti affetti da ben definite patologie croniche e che oggi si tende a consigliare il vaccino antinfluenzale molto prima che arrivi l’inverno, quando la curva dei contagi è alta.

Nonostante il tentativo sia onorevole, per tentare di diminuire i casi d’infezione, ogni anno comunque muoiono in media, circa 8.000 persone all’anno, purtroppo. Questo accade anche per altrettante patologia: malattie cardiovascolari, malattie oncologiche, malattie metaboliche, ecc.

I bollettini in materia ci danno un primo bilancio fra il 2019 e 2020 stimando le persone colpite da influenza pari a 6.9 milioni di individui, circa.

Questo ci conduce ad un’altra domanda:  “Le persone che ricevono il vaccino, ovvero il virus attenuato per produrre anticorpi, sono portatori d’infezione, avendo ricevuto la carica virale anche se asintomatici?

La logica matematica ci conduce alla risposta che il vaccino produce virulenza per far reagire le difese immunitarie e nel momento in cui, produce virulenza, in attesa che il corpo crea anticorpi, sempre se ha le carte in regola per poterli creare, può contagiare altri essendo in atto la carica virale, se pur attenuata o asintomatica, che agisce a suo modo secondo le specifiche di ogni soggetto.

Supponendo che questo non avvenga, quindi anche le persone asintomatiche che si sono infettate da coronavirus, non sono portatori di contagio, in pratica come se si fossero fatti un vaccino naturale contro il corona virus, quindi non contagiosi.

In caso contrario, allora i vaccinati sono portatori di contagio, come coloro che sono asintomatici da coronavirus, pertanto non può esserci una selettività di dati divulgando quello che fa piacere, per il proprio  interesse, facendo credere quello che non è, a proprio piacimento dove ci conviene. Questo non è etico, poiché le cose o funzionano o non funzionano.

I vaccinati da influenza o i contagiati da coronavirus , o sono portatori di contagio o non lo sono, questo vale per entrambi i casi e la scienza è unica e non è come l’uomo, il quale cambia le regole che gli convengono, pilotando gli eventi per modificare la vita. Non a caso la natura si sta ribellando verso l’uomo.

Ma i punti oscuri, non terminano qui, poiché da uno studio svolto e pubblicato in precedenza nel mese di marzo in piena pandemia, si evince che i virus, il Covid-19 entra/no a seguito dell’indebolimento del sistema immunitario, questo, a sua volta causato dalla mutazione genetica MTHFR, di cui il 3.5% in Europa ne è affetto, pari a 156.450 europei, per eredità genitoriale. L’indebolimento della produzione delle forze (soldati) del sistema immunitario è dato della mancata possibilità di trasformazione degli alimenti a partire dalla metionina, aminoacido essenziale, che a cascata, fa saltare diversi processi, accelerando i decessi. Questa  mutazione, conosciuta da decenni, dal 1990/1995, ha subito una sua accelerazione esponenziale tra la popolazione di tutto il mondo in concomitanza con l’ingresso dei 3G e l’incremento dei tumori, questo ci riporta al fatto che tutti dobbiamo ricorrere al rafforzamento e ad una migliore modulazione del nostro sistema immunitario, ma partendo dalla valutazione di tale mutazione genetica, rivolgendo l’attenzione a percorsi dettati da madre natura, fitoterapia titolata Botanica.

In sostanza, partendo dagli alimenti, ai farmaci e ad ogni altra cosa che introduciamo nel corpo, un individuo affetto dalla mutazione MTHFR, geneticamente è limitato nella produzione degli anticorpi, a seguito di processi enzimatici bloccati costituzionalmente, in un corpo che non può produrre adeguatamente il potenziamento richiesto delle sue difese, a sua volta stimolato ad esempio dei vaccini  poiché non ha sufficienti (alimenti trasformati) energie fornite attraverso il complesso sistema metabolico del ciclo di Krebs, adibito alla degradazione, produzione di energie e della sintesi biomolecolare. La soluzione esiste nella natura o quantomeno la creazione di un ponte con elementi attivi che modulerebbero la mutazione genetica al meglio, rafforzando naturalmente le difese, a seguito dello sblocco metabolico di produzione dei nutrienti, secondo le leggi della fisiologia dettata dal creato 

Quindi, in ogni istante, qualsiasi cosa ci può infettare, ci può bloccare, producendoci altri danni, e tutto questo è da sempre che accade. Di fatti abbiamo ereditato da 60 milioni di anni virus e batteri, alcuni dei quali si sono depositati nel nostro DNA, detto DNA SPAZATURA del quale la scienza ha da poco scoperto che la loro funzione è difenderci.

Questo apre un successivo capitolo, quello del COVID-19. Il virus, sta trovando la strada di come andarsi a depositare nel nostro DNA, per ritornare dalla sua famiglia e forse per difenderci in un futuro prossimo più turbolento, come i suoi predecessori.

Il Covid-19, avendo trovato ostacoli è diventato più virulento, colpendo ogni cosa sulla sua strada, mutando più velocemente per non essere individuato, ma sappiamo che questo è il suo lavoro. Anche in questo caso la comunità scientifica si sta ponendo la domanda, come tanti cittadini continuano ad infettarsi, la velocità di mutazione spiazza tutti, facendo diventare la vaccinazione un debole tentativo di fermare il contagio, aggravato da restrizioni, limitazioni personali con alla salute ed economi devastante.

La mancanza di saper leggere oltre e di vedere i particolari segnali nascosti nel caos, producono cattive interpretazioni e soluzioni errate, che si ripercuotono, volontariamente ed involontariamente verso ogni cosa, quello che sta accadendo ne è un testimonianza viva.

Da anni, la mancanza di lavoro, le delusioni economiche,  la mantanza di lavoro, le illusioni persistenti, e più recentemente, il bombardamento mediatico, il terrore di infettarsi, le restrizioni, hanno contribuito all’innesco del sistema PNEI ( Prof. Giuseppe Genovese psico-neuro-endocrino-immunologia), ad andare in azione, seminando l’accelerazione dei decessi, in un vortice senza fine.

Ma questa è un’altra storia.

Luigi Barone*

*Giornalista specializzato in Scienze dell’alimentazione – Naturopata – Tossicità Eco-ambientali e alimentazione – Erboristeria e fitoterapia – Psicologia sociale – Attività motorie – Scienze turistiche –  Beni culturali . P.A – © riproduzione vietata

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