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Il Grande Inganno del Cibo Sintetico: Come le Élite Globaliste Usano il “Green” per Svuotare i Nostri Piatti

Con il Protocollo di Kyoto nel 1997 e con l’accordo di Parigi nel 2015 gli organismi sovranazionali come l’ONU, OMS, FAO e Unesco, vogliono prendere il controllo della filiera alimentare, creando volutamente scarsità di cibo tradizionale inteso come sano e naturale, per poi offrire – in realtà surrettiziamente imporre – la loro soluzione monopolistica di cibo sintetico, spacciandolo per cibo sostenibile, come quello artificiale stampato e cancerogeno o quello geneticamente modificato e, per finire, di vomitare quello fatto con gli insetti.

Il mercato della CO2 climatica e il meccanismo dei crediti di carbonio
Dietro la facciata del salvataggio del pianeta si nasconde una realtà ben più cinica. Con il Protocollo di Kyoto nel 97 e con l’accordo di Parigi nel 2015, si è messo in piedi un vero e proprio mercato della menzogna, trasformando il fattore ambientale in una merce di scambio persino quotata nelle borse internazionali, con l’unico vero obiettivo di impoverire e schiavizzare il popolo. Proprio così. Questi deviati mentali, di cui molti siedono comodamente a Bruxelles, hanno inventato il sistema delle quote di carbonio, uno strumento di trading speculativo denominato EU ETS. Ci raccontano che tutto questo serva per la salvaguardia dell’ambiente, ma in realtà sono tutte cazzate che si traducono in un ulteriore appesantimento insensato a carico delle piccole e medie imprese, costrette ad adeguarsi ai folli diktat del green deal. Di contro, questo meccanismo favorisce spudoratamente le multinazionali, le uniche in grado di comprarsi i crediti di CO2 per risultare, come per magia, ecosostenibili.

Nello specifico, il sistema EU ETS (Emission Trading System) è un meccanismo normativo europeo che regola le quote di emissione di carbonio, imponendo tetti massimi (cap) alle emissioni per i diversi settori produttivi. Le aziende sono costrette ad adeguarsi ai parametri del Green Deal riducendo le proprie emissioni, oppure devono acquistare sul mercato dei crediti di compensazione finanziaria per coprire l’inquinamento prodotto oltre la soglia consentita.
Premesso che la CO2 non è inquinamento ma linfa vitale per la natura, che crea ossigeno per viovere tutti, il paradosso è servito: una multinazionale che immette in atmosfera grandi quantità di anidride carbonica – per l’utilizzo, ad esempio, di fertilizzanti e pesticidi nell’agricoltura intensiva – e che dispone della liquidità necessaria, potrà tranquillamente acquistare crediti di carbonio dal piccolo agricoltore. Quest’ultimo, nel frattempo, a causa di enormi sacrifici economici e della fatica a sostenere i costi di adeguamento, sarà stato già costretto a lasciare incolto il proprio terreno o a praticare folli tecniche agricole meno redditizie imposte dalla “Nazi Agenda 2030” pur di accedere ai fondi o rispettare i vincoli ambientali. Il risultato finale sarà matematico: i piccoli imprenditori agricoli verranno totalmente schiacciati dai colossi societari e, di conseguenza, la produzione di cibo sano sul mercato sarà sempre più rara, difficoltosa e per pochi eletti.
La resistenza globale contro la farsa di Bruxelles
Il tutto, come sempre, avviene a norma di legge. Già molte nazioni, tuttavia, si sono accorte che questa è una farsa geopolitica che mira esclusivamente al controllo sociale e alla schiavitù dei popoli. Ad esempio, gli Stati Uniti usciranno dall’accordo di Parigi nel 2026 e la Nuova Zelanda ha già dichiarato apertamente che abbandonerà l’obiettivo zero emissioni per tutelare i comparti produttivi interni.
Al contrario, la Commissione europea continua imperterrita a imporre norme criminali quanto assurde nei confronti dei lavoratori della terra. I dati italiani sono drammatici: in Italia negli ultimi venti anni hanno chiuso i battenti più di 1.000.000 di aziende agricole. Un settore già strutturalmente in crisi che oggi rischia, oltre a tantissime imposizioni farneticanti e vincoli burocratici europei, l’ultimo colpo di grazia: il taglio dei sussidi sul carburante agricolo. E l’Europa non è sola in questa deriva. Il governo olandese, sempre in nome della presunta sostenibilità, ha avviato piani di incentivi finanziari e proposto agli agricoltori l’acquisto diretto dei terreni al solo fine di spingere gli allevatori a cessare le attività e interrompere le coltivazioni, etichettate improvvisamente come colpevoli di inquinare il pianeta con emissioni di azoto e ammoniaca.
L’obiettivo finale: Il monopolio per la sovranita Alimentare
La strategia appare dunque sistemica e coordinata. Le élite globaliste, attraverso le norme promosse da organismi sovranazionali come l’ONU, OMS, FAO e Unesco, vogliono prendere il controllo totale della filiera alimentare. Lo fanno creando volutamente scarsità di cibo tradizionale inteso come sano e naturale, per poi offrire – e in realtà surrettiziamente imporre – la loro soluzione monopolistica. Ci costringeranno a cibarci di cibo sintetico spacciandolo per l’unica alternativa sostenibile: robaccia artificiale stampata in 3D e cancerogena, colture geneticamente modificate e, per finire di vomitare, i prodotti e le farine a base di insetti recentemente autorizzate dagli enti regolatori. Cibo artificiale per un’umanità sottomessa.

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