Nella storia, le civiltà hanno affrontato molteplici eventi epidemici, anche per lungo tempo. Le più significative, che hanno devastato l’Europa sono state la peste, il colera, il vaiolo e il tifo, e le guerre le hanno fatto compagnia, apparendo e scomparendo nel tempo. Di fatti la peggiore è stata la peste nera tra il 1347 e il 1352, sterminando la popolazione, fino al 50%, portando rivoluzioni nell’economia, nella geopolitica e anche nella religione. La perdita di un caro, un genitore, un coniuge, un figlio è un crollo della salute. Non ci sono parole per descrivere quello che accade nel nostro corpo. Sono ferite indelebili.
Leggendo la storia, maestra di vita, bisogna prenderne atto, nel ricercare sempre soluzioni migliori, non invasive, non mortali, idonee per tutti. Attraverso la matematica è la storia, abbiamo la possibilità di formulare soluzioni incrementabili evolutive positive per tutti e non solo per i pochi.
Possiamo dividere un contagio in tre fasce:
1 – «fiammata» equivale a una improvvisa comparsa di qualche caso.
2 – «epidemia» quando il contagio coinvolge una regione o qualche paese.
3 – «pandemia» quando il contagio si espande in uno o più continenti.
La vera domanda è chi crea o produce il contagio, la natura o l’uomo, e a quale scopo?
Un’epidemia oppure una pandemia, possono essere prodotte da un batterio o da un virus già noto, nel momento in cui la percentuale di persone vaccinate non produce una protezione dell’immunità collettiva, oppure che la stessa lo produca attraverso la vaccinazione. Nell’influenza stagionale, la malattia contagiosa causata è data da diversi ceppi di virus. Alcuni di essi appaiono regolarmente, mutando ed incrociandosi, ovvero quelle leggi matematiche di permutazioni universali, fornendo nuovi pericoli per i popoli. Perciò, i vaccini contro l’influenza cercano di immunizzare le popolazioni contro diversi ceppi contemporaneamente, in modo da coprire virus e mutazioni, nel tentativo di prevenire come è già accaduto negli anni addietro nel 1918, nel 1957, nel 1968 e 2009. Ma i dati precedenti, ci indicano che nessun virus è stato sconfitto ma solo isolato o limitato e questo ci fa pensare che quanto fatto non basta.
https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)31201-0/fulltext
Nel tentativo di ordinare le cose per comprendere le malattie epidemiche, le dividiamo in quattro gruppi:
- Le malattie che invadono l’apparato digerente, che si trasmettono attraverso l’acqua contaminata, come: diarrea, colera, salmonella, ecc.
- Le malattie a trasmissione sessuale: AIDS, sifilide, epatite B, papillomavirus umano, ecc.
- Le malattie diffuse attraverso punture e morsi di animali (pulci, pidocchi, zecche, zanzare): malaria, febbre gialla, febbre tropicale, zika.
- Le malattie ove i microbi passano da persona a persona, attraverso minuscole particelle (goccioline), ammesso che la persona sia infetta, quando si tossisce, o si starnutisce, sospese nell’aria o che si poggia sui cibi e sugli oggetti come: difterite, influenza, morbillo, tubercolosi, ecc.
Tutto questo è stato da sempre cosi in forte espansione incrementale.
La falsa sensazione di sicurezza
Parlando del presente, i farmaci che disponiamo, forniscono una sensazione di tranquillità, di essere al riparo dalle grandi epidemie che la storia insegna. Questo pensiero è un madornale errore, un’illusione, poiché un’ecatombe è sempre possibile.
La storia insegna che le epidemie non si sono mai sconfitte del tutto, sono state circoscritte, pronte a venir fuori, queste improvvisamente possono ritornare, a maggior ragione con gli incessanti movimenti di merci e di persone attraverso l’intero pianeta, basta che una qualsiasi persona prenda un qualsiasi batterio e lo porta in giro per il mondo
La vaccinazione, l’immunità di gregge è una possibilità per la difesa, ma non una soluzione matematica, senza rischi di morte e reazioni avverse, nulla assicura l’immunità collettiva… malattie che si pensavano sotto controllo, emergono per varie cause e concause.
Vaccini per la protezione individuale
I vaccini non possono costituire l’unica soluzione, quindi necessita sempre ricercare e scoprire nuove possibilità e non uniche possibilità. L’obiettivo è proteggersi dalle malattie e non, con essa cavalcare l’onda per processi economici di pochi per rendere accettabili le possibili morti. Pertanto l’immunità collettiva non gioca alcun ruolo: si può contrarre una malattia anche se tutte le persone con le quali si è in contatto sono ben immunizzate.
I virus, i batteri, i protozoi sono organismi viventi, non visibili all’occhio umano e questa è la tragedia e ancor di più lo sono le loro sterminate famiglie e non tutto sono sempre buoni. Il nostro corpo ne ospita 50mila miliardi (50.000.000.000.000).
Forse con i numeri vi rendete meglio conto di cosa stiamo parlando del mondo invisibile sul nostro corpo. La vaccinazione è uno straordinario strumento, che deve essere senza rischi, cosi come l’igiene, ma maggiormente la buona alimentazione, che sostiene la vita ma anche la difesa alla vita. Le domande che le menti si pongono, come ottenere il meglio.
I vaccini sono al meglio delle loro possibilità e forniscono un rischio zero?
L’igiene a partire dalle strade forniscono l’igiene idoneo per le persone?
L’ambiente inquinato dall’uomo fornisce una sufficiente vivibilità?
Pertanto per ottenere il meglio, del meglio, del meglio per tutti è potenziare la ricerca, tutelare l’ambiente e le persone, ricorrendo alle vaccinazioni come estremo arazio (rimedio), poiché se non si parte dalla base: l’igiene, l’ambiente, l’alimentazione, secondo la propria costituzione genetica, accadrà qualche cosa di più grave, oltre che alle guerre, alle pestilenze, alle carestie.
Il contagio è dato dall’efficienza dell’operato, dai mezzi utilizzati, dalla prontezza, senza ripercussioni economiche ed ulteriori eventi peggiorativi psicofisici.
