Un Virus opportunista e le possibili Mutazioni genetiche correlate

Alla luce dell’evento pandemico COVID-19 del 2019/20 che nonostante le forti restrizioni, sta diventando molto problematico a causa di un abnorme eccesso di morti e contagi ogni giorno. Molti non si spiegano il perché, ma forse la spiegazione è proprio davanti a noi nessuno fin ad ora è riuscito a vederla e a collegarla. Sappiamo perfettamente che ella esiste sempre, il fatto è che non sapendola riconoscerla, vederla, non vuol dire con certezza che non possa esistere. Purtroppo come ho sempre ricordato nei miei articoli la mente ignora e fa vedere quello che vuole e non quello che è nella realtà, questo è un problema di conoscenza. Maggiore è la conoscenza, la cultura a 360° allo stesso modo maggiore sarà la positività o la riuscita delle in modo esatte le nostre azioni.

Per uscire da questo vortice sarà necessario capovolgere le modalità di operare, di osservare gli eventi, disponendo le nostre attenzioni verso altre angolature, mai pensate prima, per avere un futuro migliore allo scopo di comprendere ” Il Virus dove ha trovato il varco per la virulenza”

La rotta presa da non va verso tale traguardo, per questo motivo ci troviamo impantanati, non avendo attivato una prevenzione predittiva.

Iniziamo nel dire che non vi è correlazione, per età, per sesso, per comorbidità con più patologie, poiché la verità è che le diverse patologie riscontate in un unico soggetto sono legate fra loro da problemi genetici del quale la popolazione da sempre è affetta, senza saperlo e che varia dal 60% all’80%, questa è la porta ove il COVID-19, virus opportunista entra.

Stiamo parlando di MUTAZIONI genetiche possedute da una grande fetta di individui. Con questi dati nasce la necessità di valutare ed agire in modo diverso dal passato, guardando oltre e da altri punti di vista.

Fino ad oggi si è stati concentrati nello studiare il virus attraverso le persone contagiate, con la finalità di studiare un vaccino. Sappiamo bene che per ottenere un vaccino ci sono dei tempi tecnici comunque lunghi. Cosi come la scarsa disponibilità di antivirali per varie ragioni o interessi, attrezzature, mascherine, ecc. causando forti perdite, nonostante l’opera attiva dei sanitari.

Le restrizioni non sono la soluzione, vista l’evoluzione a macchia d’olio ben chiara, anzi più si restringerà e maggiormente ritorneranno violentemente altre problematiche, portando al collasso la popolazione, sia psicologicamente parlando, sia a livello di salute personale, che a livello di disagi economici peggio del virus.

“Se non verremo uccisi dal virus, ci uccideranno i debiti con l’Europa che si stanno facendo”.

Ma trattiamo un argomento per volta.

Partiamo da un dato già conosciuto prima del COVID-19, l’inquinamento atmosferico.

Quali sono le città più inquinate a livelli atmosferici?

Le città più inquinate d’Italia sono: Roma, Milano, Torino e Bologna, mentre le regioni sono: Lombardia, Vento, Piemonte, Liguria.

Quindi, il primo tassello di collegamento è l’inquinamento.

Spesso in diversi casi di infarto del miocardio, di ictus cerebrale, di vasculopatia dei vasi periferici, episodi tromboembolici privi di una causa evidente, non si è stati capaci di trovare un nesso come ad esempio dell’embolia polmonare ed altre patologie polmonari da COVID-19.

Eppure questo nesso esiste, i cinesi erano vicino, per scoprire la causa dell’accesso del virus, poiché questi dati e ricerche sono necessari sia per il presente e sia da memorizzare per il futuro.

Le correlazioni

Con riferimento allo studio pubblicato su The Lancet, nel quale si evidenzia il valore elevato a livello ematico del D-Dimero, superiori a 1 μg/mL. (un marcatore per la coagulazione), riscontrato in diversi soggetti positivi al COVID-19 con problemi di coagulazione nel sangue ricoverati presso gli ospedali di Wuhan, in Cina.

 Il D-dimero è uno dei frammenti proteici prodotti in seguito alla degradazione dei coaguli presenti nell’organismo. Normalmente non è rilevabile a meno che non vi siano in corso formazioni conseguenti a degradazione di coaguli. In questi casi la quantità di D-dimero presente all’interno del circolo sanguigno può aumentare.

Altri elementi riscontrati sono: l’aumento dei linfociti. I linfociti producono immunoglobuline (anticorpi) o tossine in grado di indurre la distruzione delle cellule batteriche o le cellule riconosciute come estranee all’organismo (attività detta citotossica-killer). Possono anche produrre molecole (citochine o interleuchine) che stimolano l’attivazione e la proliferazione di altri linfociti o richiamano in sede di infezione altre cellule coinvolte nella risposta immunitaria come i macrofagi o i neutrofili.

L’aumento dell’interleuchina 6 (IL-6) è il biomarcatore per le malattie croniche, fra cui infezioni virali, batteriche, neoplasie ematologiche, patologie infiammatorie croniche, ipersensibilità nei confronti dei farmaci, ecc.

Inoltre è stato rilevato anche l’aumento della concentrazione di Tropina 1 ad alta sensibilità (marcatore per l’infarto).

 Indagini eseguite prima del 31 gennaio negli ospedali cinesi, differenze emerse tra quelli guariti e quelli deceduti.

Tutti questi elementi comuni nella grave malattia da COVID-19 hanno un unico denominatore.

Ho parlato di mutazioni genetiche, di fatti la mutazione implicata non ha specifici sintomi di per sé, ma provoca molteplici patologie, che i medici, la maggior parte, non sanno nemmeno che esista, o che sia correlata, purtroppo ne sono pochi, tra cui l’immunologo Prof. Giuseppe Genovesi, purtroppo scomparo da qualche anno e che non tutti riescono a realizzare correlazioni logiche di predittività matematiche, in pochissimi in italia hanno scritto di questo a differenza di altre nazioni.

In tempi meno sospetti, visti gli studi sulle sequenza numeriche dettate dalla Natura, stavo elaborando un progetto per realizzare composizioni di fitoterapici galenici naturali a sequenza matematica, che agissero su i vari disagi quotidiani cronici, correlarti alle mutazioni genetiche, all’inquinamento globale, ai cambiamenti climatici, alla trasformazione alimentare, alle tossicità ambientali, per migliorare la precaria salute dei popoli, poiché il nostro organismo è diventato negli ultimi decenni, più vulnerabile, facilitando l’ingresso a virus e batteri che ciclicamente diventano sempre più virulenti e misteriosi.

Tale ricerca è partita dagli anni 90’ quando all’inizio per cause sconosciute, sono stato colpito gravemente sfiorando la morte, per diverse volte, ogni volta superata grazie agli studi e alle intuizioni.

Il secondo tassello quindi,  sono le mutazione genetiche

Dalle ultime notizie scientifiche raccolte e dai vari collegamenti è emersa la correlazione tra gli eventi del COVID-19 e le ricerche fatte, le quali combaciano, dandomi la posibilità di poter tracciare un’ipotesi prendendo dati già certi, attivando l’abilità della predittività e dei collegamenti della serie ” le impossibilità impossibili”.

La sua eventuale verifica positività non solo potrà essere utile in questa fase critica, per una predittività di casi nefasti in anticipo, ma anche per il futuro prossimo, sempre più invasivo.

Coloro del settore che sono interessati a ricevere gratuitamente la relazione in pdf per email possono scrivere a : luigibarone59@libero.it

Luigi Barone*

*Giornalista scientifico specializzato in Naturopata – Tossicità Eco-ambientali e alimentazione – Erboristeria e fitoterapia – Psicologia sociale – Attività motorie – Scienze turistiche © riproduzione vietata