Gaetano Tancredi

La storia di Tranchella spiega molto bene l'era del brigantaggio. Una miseria antica, un'infatuazione politica, un'opposizione alle misure del nuovo governo, un governo di stranieri, produssero una situazione materiale e psicologica che danneggiò con violenza il popolo del Sud. Fu una vera e sanguinosa guerra civile. Gaetano Tancredi denominato Tranchella, nacque a Serre da poveri genitori. Già da piccolo iniziò a contribuire economicamente alla famiglia, guadagnando pochissimo. Più tardi si arruolò come soldato presso il governo borbonico reggente. Nel fatidico anno del 1860-61, Tranchella si trovò senza lavoro e senza possibilità di trovarne e da qui iniziarono le vicende, la storia vera del Sud. Problemi che viviamo ancora oggi, la questione meridionale. Diverse voci facevano percepire il ritorno del dell'antico sovrano, i Borbone, per liberare dagli invasori il Regno delle due Sicilie, ovvero il nostro Sud. Tranchella, come tanti altri, formò la sua banda. La rabbia, le delusioni, oltre a malcontenti, renitenti di leva, disertori, per le vessazioni dei prepotenti, per le offese ai diritti dei più poveri, uomini e donne, che non volevano sottomettersi, etichettati come briganti e brigantesse , iniziò così in tutto il Sud la nascita di bande e piccoli eserciti in attesa, dell'aiuto, per capovolgere il governo invasore. Gaetano Tancredi fu capo della sua banda, ed ebbe contatti con le bande di Cirino e Gravina, dando inizio al brigantaggio lungo la catena dei monti Alburni, nel Principato Citeriore. La banda era aiutata da molte donne, fra queste la mamma di Tranchella, Luigia Cannalonga di Serre, che vide sotto i suoi occhi la morte dei propri figli. Odiava i garibaldini, perché ne avevano fatte di tutti i colori, aiutava il figlio, sostenuta anche dalla druda di Tranchella, Francesca Cerniello contadina di Altavilla, che Gaetano definiva sua moglie. Gaetano Tancredi perse la vita a soli 23 anni, Il 24 novembre 1864, quando un reparto del 46° Fanteria, in vicinanza di Eboli , nel bosco di Persano, sorprese un gruppo di briganti e li attaccarono; dopo una cruenta sparatoria tre di essi rimasero a terra,fra questi vi era Tranchella. Da far notare che Luigia Cannalonga, la madre di Tanchedi, fu messa al domicilio coatto nell'isola del Giglio, prigioniera fino all'uccisione del figlio, successivamente liberata. I rimanenti della Banda Tranchella ovvero, Vitantonio D'Errico detto Scarapecchia, Nunziante D'Agostino, continuarono ad operare, e negli anni successivi insieme a Michelangelo Russo, Brienza Carmine, Nicola Furlano, Agostino Accetta e Carmine Oliviero furono tutti arrestati e condannati nel 1865; Gaetano Tranchella, Antonio di Nardo, Gaetano Manzo, Antonino Maratea, Alfonso Carbone, Ciccio Ciancio, Gregorio Ricci, ecc. restano di fatto figure mistiche e nomi ancora oggi osannati e che vanno ricordati perché hanno combattuto per la terra e per i diritti dei più deboli.. Il mito del brigante-patriota che si oppone ai soprusi dei signorotti locali e poi all'invasione francese.

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