Riparte da Eboli la proposta per migliorare i giochi d’azzardo e renderli meno dannosi e più equi – PagineOnline

Riparte da Eboli la proposta per migliorare i giochi d’azzardo e renderli meno dannosi e più equi

Già nel 1999 fu presentata dal C.R.N. Associazione, la proposta ai precedenti Governi, per aumentare le poste inique sui giochi ed in particolar modo su quello del Lotto. Di fatti furono aumentate le vincite per il Terno, la Quaterna e la Cinquina, ma non per l’ambo e l’ambata. L’associazione CRN Centro di Ricerche di Numerologia ha presentato una nuova modifica di miglioramento, portandola all’attenzione del Governo attraverso due figure importanti del nostro territorio, la senatrice Felicia Gaudiano ed il Senatore Francesco Castiello del movimento cinque stelle. La proposta presentata è racchiusa in sei punti  ben precisi con svariati obiettivi per scopi migliorativi e di prevenzione, nel delicato mondo dei giochi d’azzardo, per tutelare minori, soggetti vulnerabili ed il popolo degli scommettitori. E’ necessario fare alcuni passi indietro della nostra storia, andando nel 1727 ove lo Stato Pontificio, allo scopo di evitare l’impoverimento delle famiglie, adottò la probabilità per giustificare il Gioco d’Azzardo, con l’equità, cancellando la scomunica verso tutti i giocatori redatta da Benedetto XIII, al fine di migliorare l’economia di tutti e non solo quella del banco. Andando avanti nel tempo Il Decreto n. 1331 del 1816 di Ferdinando IV di Borbone venne emanato per aiutare i poveri con il gioco delle Zitelle (Gioco del Lotto), decreto sospeso con l’unità d’Italia. Ad oggi non risulta nulla di equo e pertanto tutti i giochi d’azzardo sarebbero dovuti scomparire già da tempo, poiché non rendendoli equi in base alla probabilità sul piano economico, sono diventati la causa della “ludopatia“. La proposta di fatto espone varie soluzioni ben documentate, per rendere equi i giochi la dove è possibile, in particolar modo quelli con tradizioni storico culturali, mentre ove non sarà possibile, necessita valutare costi e benefici ed abolirli quelli ingiusti e dannosi. Per gioco equo si intende un gioco che paga al vincitore la somma pari alla posta moltiplicata per l’inverso della probabilità vincente; Facciamo un esempio semplice con l’ambata al gioco del lotto, ovvero un solo numero su di una singola ruota, in questo caso, per 1 euro di posta giocato, dovrebbero essere pagati 18 € per un'”ambata” (estratto semplice), il giocatore che vince attualmente viene pagato per l’ambata 11.23 € lordi, a tale cifra deve essere detratta la tassa pari all’8% e poi il 12% per vincite più elevate. Questo per un semplice numero, di fatti l’iniquità” cresce al crescere della “difficoltà” del gioco, ambo, terno, quaterna, cinquina, in quanto il rapporto tra equità/vincita reale cresce con il crescere della “difficoltà”. Considerato che sulla vincita vi è una trattenuta, i valori di questi rapporti di iniquità diventano ancora più alti. Un altro punto è quello di rendere i premi milionari, più accettabili, sviluppando somme sempre consistenti, ma una maggiore fetta di fortunati. Di fatti i danni vengono anche vincendo molti soldi. Stabilire l’equità significa anche abbassare a 0.20 centesimi la quota minima di gioco per ogni schedina, eliminando quella minima da 1 Euro, fornendo al giocatore che desidera tentare la fortuna una spesa cinque volte inferiore nel rapporto di gioco incidendo molto meno sullo stato economico personale o familiare. La proposta contiene tante altre specifici miglioramenti come quello dell’ l’acculturamento, avvicinando gli individui al calcolo e alla matematica, in modo che i giocatori diventino  più consapevoli, oltre ad avere una speranza più giusta, più equa e meno dannosa. L’informazione, la formazione è un tassello importante proposto dall’associazione C.R.N., che unito agli altri obiettivi descritti nei sei punti, possono contribuire a risolvere in modo significativo tale piaga, salvando “capre e cavoli”. L’attenta costruzione della proposta si è avvalsa della conclamata esperienza e preparazione dei ricercatori, svolta disinteressatamente da oltre trentacinque anni.    

Luigi Barone