Elezioni 2018 ” Il dilemma del Prigioniero”

Il dilemma del prigioniero

…e l’assioma di razionalità … Politica ….

 

POLITICA – A pochi giorni dal voto,  l’incertezza fa da padrona sul futuro politico dell’Italia. Tra i primi complici emerge la legge elettorale, composta dal sistema proporzionale e maggioritario, che ha prodotto l’attuale risultato elettorale,  rendendo difficile la formazione di un governo.

Tutti faticano a trovare una soluzione, se non ad una forma di accordi,  coalizioni e collaborazioni, fra le forze in lista.Il post 4 marzo ha portato a molteplici complicanze, proiettando il tutto verso un enigma chiamato “ Il Dilemma del Prigioniero”, paradosso studiato dai matematici ed utilizzato dai Governi in casi molto delicati.

Maggioranza si o  maggioranza no;

Un governo di larghe intese?

Si ritorna al voto?

Il dilemma del prigioniero  viene proposto negli anni cinquanta da Albert Tucker come problema della teoria dei giochi. Oltre ad essere stato studiato in questo contesto, ovvero il paradosso specifico di uno scenario politico, per renderlo meno nebbioso il suo orizzonte, al fine di trovare la migliore soluzione, esso, anche se nell’esempio vengono usati due prigionieri per spiegare il fenomeno, si può ben descrivere nella situazione attuale di installo Italiana. Il Dilemma  del prigioniero, venne usato negli anni cinquanta, dagli USA e URSS durante la guerra fredda, chiamato Aie, da professori universitari che lo proposero nel 1988 Astegy, Inglot e Elghi,  dando per certo che uno dei due tradisca l’altro. Ma vediamo come funziona.

L’individuo X e l’individuo Y sono sospettati di aver commesso un reato insieme. La polizia li   prende entrambi e li chiude in due celle divise, non comunicanti fra loro. Il giudice non ha prove sufficienti per condannarli ed offre ad entrambi un accordo, regolato nel modo seguente:

A – se solo uno dei due confessa, implicando anche l’altro, chi ha confessato evita la pena mentre l’altro viene condannato a 7 anni di carcere;

B – se entrambi confessano, entrambi sono condannati a 5 anni.

C – se nessuno dei due confessa, entrambi sono condannati a 1 anno.

Qual è la migliore strategia per ciascuno di essi: confessare o non confessare?

Per poter valutare è necessario conoscere come funziona l’assioma di  razionalità, il quale afferma che: nessun giocatore sceglie una strategia se ne possiede un’altra per ottenere risultati migliori,  a prescindere la decisione dell’avversario. Questo significa che il giocatore è in grado di ordinare le sue preferenze ed agire in modo più razionale possibile. Considerato che il dilemma del prigioniero è un esempio di gioco non cooperativo, poiché entrambi desiderano raggiungere la migliore soluzione che è quella di trascorrere minor tempo in prigione qualunque sia la scelta dell’altro.

La persona A ragionerà nel seguente modo :

Supponiamo che la persona Y confessi. Allora avrà 7 anni se non confessa e 5 anni se confessa. Quindi in questo caso conviene confessare.

Supponiamo che la Persona Y non confessi. Allora avrà 1 anno se non confessa e zero anni se confessa. Quindi in questo caso conviene di nuovo confessare.

Anche la persona Y è razionale e fa lo stesso ragionamento della persona X.

In conclusione entrambi confessano, coinvolgendosi come complice e si beccano 5 anni di carcere.

Ecco dove ci porta l’assioma di razionalità.

Viceversa se avessero ragionato in modo irrazionale avrebbero taciuto entrambi e sarebbero stati in carcere solo per un anno.

Per analogia lo scenario politico di chi deve governare è in questa situazione, collaborazione o non collaborazione.

Allora quale sarà il futuro degli Italiani?

Ma questa è un’altra Storia…

Luigi Barone

 

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